Oggi incominciamo a conoscere i capitani delle 10 squadre che si contendono da otto edizioni il titolo nel Torneo dei Quartieri di Montecchio Maggiore.
Il primo della lista è Andrea Piacentin, capitano della Paulona. La pubblicazione delle prossime segue cronologicamente quelle delle interviste effettuate.
PIACENTIN: «IL TORNEO DEI QUARTIERI DEVE UNIRE. E PUÒ DIVENTARE ANCORA PIÙ GRANDE»
Andrea Piacentin, capitano della Paulona, racconta il Torneo dei Quartieri partendo proprio dalla sua zona e da quella rivalità con il Polisportivo che, tra sfottò e campanilismo, accompagna ormai da anni le due squadre. Una rivalità che rimane però confinata al campo e che quest’anno ha regalato alla Paulona una soddisfazione particolare: l’eliminazione nella fase a gironi brucia, ma aver battuto il “Poli” ha avuto un sapore speciale. «Abbiamo vinto quella che contava», scherza Piacentin.
Ma nell’intervista c’è soprattutto molto altro. Piacentin parla dello spirito con cui dovrebbe essere vissuto il Torneo dei Quartieri: appartenenza, amicizia, voglia di stare insieme e beneficenza. Il risultato sportivo conta, naturalmente, ma non dovrebbe mai prendere il sopravvento sul significato della manifestazione, che contribuisce anche a sostenere realtà e progetti del territorio, come Piano Infinito e il calcio inclusivo.
Da qui anche una piccola critica: qualche partita viene ancora vissuta con troppa tensione. Piacentin vorrebbe invece vedere meno discussioni in campo e più “terzo tempo”, soprattutto da parte dei più giovani. Perché uno degli aspetti più belli del torneo è proprio ritrovarsi dopo le partite, parlare, scherzare e continuare a vivere quella comunità che per tre settimane anima Montecchio.
Lo sguardo va poi al futuro. Per crescere servono innanzitutto nuove persone disposte a dare una mano all’organizzazione. E Piacentin lancia anche qualche idea ambiziosa: un Torneo dei Quartieri itinerante, giocato nei diversi campi di Montecchio, oppure l’allargamento della manifestazione alla pallavolo, coinvolgendo così maggiormente anche la componente femminile.
Nell’intervista si parla anche del calcio locale, dell’importanza dei settori giovanili e della necessità di mettere meno pressione sui ragazzi, recuperando forse un po’ di quel senso di appartenenza che caratterizzava maggiormente le squadre di un tempo.
Infine, un riconoscimento a Luca Barban, che ha avuto il merito di riportare in vita il Torneo dei Quartieri e che Piacentin considera una figura fondamentale per il suo equilibrio e la sua organizzazione. L’auspicio è che continui, ma anche che altre persone si facciano avanti per dare una mano.
Perché il Torneo dei Quartieri, nelle parole di Piacentin, è sì calcio e competizione. Ma è soprattutto un modo per sentirsi parte di Montecchio.