Per la coach Adriana Abraham, che oltre 25 anni fa ha accolto al pattinodromo di Alte un bimbo di nome Davide Ghiotto, è come una favola a lieto fine.
“Aveva 5 anni ed era stato portato qui dalla nonna. E’ sempre stato un bambino buono ed educato. Quando ha deciso di intraprendere la carriera professionistica di pattinatore su ghiaccio perché quella su rotelle non aveva sbocchi, si è visto subito che aveva la stoffa. Non si è mai risparmiato, ha fatto tanti sacrifici e, se c’è qualcuno che merita il massimo, è senz’altro lui.
Gli auguro che continui a sognare. Non importa quello che deciderà, se continuare fino alla prossima olimpiade o no. Per me farà comunque la scelta giusta. Un campione di altissimo livello come lui sa quando è il momento di smettere. In questi ultimi anni ha fatto molti sacrifici ripagati da tante vittorie, ma vorrebbe stare più vicino alla sua bella famiglia. Vedremo…”