Milone da Crotone ogni giorno sollevava un vitello che, di giorno in giorno, diventava un toro.
Questi era un lottatore e aveva bisogno di allenarsi e quindi metteva in pratica una tecnica ancora valida, lo sforzo progressivo per rinforzare i muscoli, fondamentali per un’esistenza sana e longeva.
Anche perché è dimostrato che, già a partire dai trent’anni si perde dal 3% al 6% di muscoli per decade. E dopo i 60, il 10%.
Con l’inattività si perdono fibre muscolari di tipo 2, quelle più potenti compromettendo non solo elasticità nei movimenti, ma favorendo l’obesità e le malattie del ricambio.
Insomma i muscoli vanno tenuti in allenamento, utilizzando anche degli strumenti come piccoli pesi, o andando in palestra sotto l’attenta supervisione di un allenatore.
Si vince così la fragilità muscolo scheletrica, migliorando la densità ossea.
Maria Fiatarone Singh del centro di riabilitazione di Boston, ha sperimentato sugli ultraottantenni l’impatto dell’esercizio muscolare con pesi e macchinari come la Leg Extension Machine e ha notato che questo migliorava non solo le azioni quotidiane come alzarsi dal letto, da una sedia, salire e scendere le scale, ma riduceva anche rischio di fratture e soprattutto migliorava l’umore.
Se negli anni ‘60 e ‘70 contava l’attività aerobica per prevenire problemi cardiaci, specie in età lavorativa, oggi con l’aumento degli anziani, conta rinforzare i muscoli.
Non sollevando un toro ma qualche pesetto sì!