BASKET FEMMINILE MONTECCHIO MAGGIORE. VENTI CANDELINE ACCESE PER ANDREA CALLEGARO ALLA GUIDA DELLA SQUADRA CASTELLANA.

BASKET FEMMINILE MONTECCHIO MAGGIORE. VENTI CANDELINE ACCESE PER ANDREA CALLEGARO ALLA GUIDA DELLA SQUADRA CASTELLANA.

Dai suoi colleghi allenatori Andrea Callegaro è ormai chiamato il Ferguson di Montecchio. Il tecnico non ha ancora raggiunto il record del mitico sir Alex che allenò per 26 anni la squadra del Manchester in Inghilterra. È, però, sulla buona strada, guidando la prima squadra del basket Montecchio dal 2006.

Prima di lui, a durare di più (7 anni a conclusione degli anni ‘90) era stato Alberto Pan, un tecnico che più di altri gli assomigliava per il lavoro che ha svolto con una squadra giovanissima nel momento più problematico della stessa società.

Passata l’euforia del palcoscenico nel massimo campionato, si doveva ricominciare da zero con le sole risorse provenienti dal vivaio.

Sulle tribune, a dare supporto anche morale per risorgere da una situazione economicamente critica era allora la rassicurante presenza costante di Bruno Pellizzari.

SCELTA NECESSARIA – Ormai in tutti gli sport si fanno i conti con il budget che le società possono disporre grazie agli sponsor. Dove questi supporti economici sono deficitari, per sopravvivere non resta che puntare sul lavoro di allenatori e dirigenti sul settore giovanile, affinché diventi la palestra di attrazione anche per le giovani promesse dei club circostanti. Ad invogliare le ragazzine già avviate in questo sport è la possibilità di trovare innanzitutto compagne di gioco coetanee e un ciclo di preparazione tecnica, che ha come primo obiettivo rimpiazzare le “grandi” che ora sono ammirate in prima squadra. L’introduzione dei parametri sulle giocatrici ha, tra l’altro, agevolato la loro possibilità di scelta verso società e campionati più importanti. Ha offerto, nel contempo, una certa remunerazione per i club di provenienza.

Se per Alberto Pan questa attenzione al vivaio è stata in qualche modo obbligata, per Andrea Callegaro a decidere è stato un vergognoso arbitraggio. La squadra di Montecchio si giocava a Udine la finale play-off A3 che dava l’accesso alla serie A2. Era l’anno 2015 e l’amarezza di dover tornare infine in serie B, essendo già stata decisa l’eliminazione del torneo A3, convinse la società a scelte radicali. Composta da giocatrici che si sarebbero comportate bene anche in A2, la squadra ha visto allontanarsi alcune pedine importanti, a cominciare da Jasmine Keys. Da allora, le formazioni hanno così ricominciato ciclicamente a rinnovarsi, attingendo dai settori giovanili. Anche se non così pesante, tale fatica ci ricorda quella del leggendario Sisifo e può essere supportata solo da una grande passione, ove non ci sia la costrizione.

VERA PASSIONE SPORTIVA – Trasmesso da papà Ferdinando, noto ex-presidente della sezione arbitri di calcio di Vicenza, l’interesse di Andrea Callegaro per lo sport è sempre stato poliedrico. Iniziando da promettente giocatore di basket, pratica il calcio a 5 e anche il tennis. Grazie ai bravi maestri (Stefano Gianesini, Diego Canova e Massimo Friso) avuti a Vicenza, il meglio di sé ha cominciato a darlo come allenatore, portando il Sisa Dueville in A2, grazie a tre promozioni consecutive. A Montecchio stava tentando di raggiungere lo stesso traguardo, dopo il passaggio della squadra in A3. Ma spesso la Provvidenza dalle situazioni negative e sofferte sa come scegliere il futuro migliore. Assistendo alla clamorosa ascesa fino alla squadra nazionale dell’allieva Jasmine Keys, è cresciuta ancor più in Callegaro l’attenzione alle latenti qualità tecniche delle ragazzine. Così, anche per l’abbandono di certi traguardi ambiziosi di squadra, le soddisfazioni gli sono arrivate dal veder maturare tecnicamente le sue giovani giocatrici. Una crescita che s’è rivelata veramente straordinaria in alcune. Oltre a Valeri Nortey, che ultimamente ha ricevuto apprezzamenti affrontando tornei di livello nazionale, vanno elogiate le giovani compagne che sono riuscite quest’anno a guadagnare la salvezza con largo anticipo. Fra di esse, ha sorpreso lo stesso tecnico Diana Tognazza, una piccola play con notevole senso di posizione anche sotto i tabelloni, tanto da conquistare non pochi rimbalzi.

FINO A QUANDO… – Considerato che abita ad Altavilla e insegna ad Alte, Andrea Callegaro intende chiudere la sua carriera tecnica nel Basket Montecchio. Oltre che per le radici familiari (sua madre abitava sotto i castelli), sembra diventato inossidabile il legame che lo unisce ai dirigenti della società locale di pallacanestro. Come ultimo obiettivo spera di farvi crescere un nuovo staff tecnico che possa in un prossimo futuro sostituirlo degnamente.

Tra l’altro, una decina d’anni fa a Montecchio s’è scoperto anche il basket inclusivo. Tutto è iniziato nel 2014 nell’istituto Silvio Ceccato col progetto “Gioco anch’io”. Iniziativa lodevole, promossa dalla dirigente Antonella Sperotto e dalla prof.ssa Sira Miola, coordinatrice delle attività inclusive. Tutti i docenti di motoria, compreso Callegaro, sono stati subito coinvolti per allestire una squadra che potesse partecipare ai campionati studenteschi. L’anno dopo, con questi e qualche altro giocatore raccolto dal territorio, è nata Karibu (benvenuto in africano) Montecchio.

È stata la prima società vicentina di baskin che ha cominciato a gareggiare a livello nazionale.

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