BASKET FEMMINILE SERIE B. LOTTA MONTECCHIO, MA INFINE DEVE ARRENDERSI ALLA CAPOLISTA MARGHERA.

BASKET FEMMINILE SERIE B. LOTTA MONTECCHIO, MA INFINE DEVE ARRENDERSI ALLA CAPOLISTA MARGHERA.

Sabato scorso tifosi e dirigenti hanno avuto un esempio di come saranno tante partite in futuro, se si riverserà in serie B un’altra ondata di giocatrici dalla A2. La prima discesa è stata causata dai parametri eccessivamente alti nella categoria superiore. La riduzione ventilata della A2 a torneo unico di 16 squadre porterà prevedibilmente a un esubero di giocatrici abituate a compensi semiprofessionistici. È lecito, del resto, porci anche una domanda su quanti club, che già lottano per sopravvivere, possano riceverle, esaudendo le loro aspettative economiche. Marghera, imbottita di elementi provenienti dalle due serie A, ha anche deliziato il pubblico mostrando schemi e velocità inusuali in serie B. Aspettiamoci, dunque, futuri campionati nei quali si allargherà ancor più la forbice tra le squadre. E questo, a danno di chi si regge solo sul proprio vivaio.

L’INCONTRO D’ANDATA (74-44). I primi due parziali (19-8, 17-14) raccontano su una partita sempre in salita per le Tigers. In casa di una squadra, rinforzata dopo aver perso nell’ultima sfida il passaggio in A2, non si nutrivano speranze. Era già soddisfacente, perciò, il risultato sul tabellone al 17’ (27-20), grazie ai punti del trio Capuzzo, Longhi e Nortey. Il divario in campo s’è poi visto nei primi 5 minuti della ripresa. Con una zona imperforabile le Giants hanno fatto un break di 10 punti e sul 46-22 hanno chiuso anzitempo la partita.

IL MATCH DI RITORNO. Non che si nutrissero speranze di risultato imprevisto, ma un po’ si sperava dalla situazione tranquilla di classifica delle due squadre (per Marghera primato ormai inavvicinabile, per Montecchio una salvezza anticipata) per poter vedere una partita tecnica e meno fisica. Soprattutto alle veneziane, ora non giova perdere per infortunio qualche giocatrice, dovendo prossimamente confrontarsi a livello nazionale per la promozione in A2. L’inizio sembrava confermare questa speranza per la presenza in quintetto di due giovani. Ma proprio da loro è stata data la spinta maggiore in avvio.

LA PARTITA (42-74). Nel quintetto delle Giants oltre a Resemini (21 anni) c’è Guerra (19) e i pericoli sembrano venire da Diodati (35 anni) e da Pertile (34), che infilano due bombe dopo il canestro di apertura di Capuzzo. Invece, le due veterane incontrano guardia attenta da Longhi e Nortey e da questo poteva trarre vantaggio il Montecchio con una percentuale al tiro meno disastrosa. Vera trascinatrice delle ospiti, allora, diventa Guerra che subito raccoglie le proteste del pubblico per i troppi primi contatti al limite, a lei perdonati, nel tentativo di riconquistare palla. Con un arbitraggio più fiscale sarebbe uscita molto prima del 24’ per somma di falli. Brava, comunque, questa play anche in attacco se al 20’ già vantava 14 punti. Oltre a questo, coach Callegaro era dovuto intervenire al 14’. Diversamente che a San Bonifacio, il secondo quintetto non aveva retto alla forte pressione, subendo in 4’ un parziale di 2-12. Ad avviare il recupero è Nortey. Da una sua bomba al 17’, prendono fiducia Righele, Brazzale e Longhi riportando il confronto a -9 alla pausa lunga (22-31). Al rientro, cerca Tognazza di replicare alle finalizzazioni di Tasca (migliore marcatrice delle veneziane insieme a Gobbo) che infila 6 punti. Una tripla di Diodati sembra sigillare il nuovo allungo (24-40) al 25’. Invece, ancora Nortey risponde dall’arco due volte. Al 2+1 di Tasca replica Longhi. Ma Marghera tira fuori dalla manica le sue ultime carte vincenti, mandando sul parquet Carraro e Gobbo e poi anche Volpato. A quel punto, il pubblico non può non ammirare il gioco dirompente e gli ultimi assalti del rinnovato quintetto ospite contro una difesa ormai allo stremo.

A FINE PARTITA. Inutili le recriminazioni sull’arbitraggio quando si ha di fronte un avversario che in tutto il campionato ha giocato sottotono poche volte. Particolarmente quella sera, era stato inoltre baciato anche dalla fortuna in almeno due delle 11 bombe messe a segno. Comprensibile che anche tra tifosi sia girato il commento consolatorio sulla salvezza, inaspettatamente raggiunta dalle Tigers con largo anticipo. Inoltre, sul prato si sono viste spuntare due belle margherite. Sono i due canestri che la giovanissima Beatrice Fini ha infilato sul finire, quando i tiri delle compagne erano ormai deviati dalla sfiducia.

Tigers Montecchio Maggiore: Maculan 2, Brazzale 4, Tognazza 5, Longhi 8, E. Garzotto, Jaraoui, Righele 2, Del Frate, A. Garzotto, Nortey 13, fini 4, Capuzzo 4. All. Callegaro.

Giants Marghera: Diodati 12, Tasca 11, Luraschi, Resemini 8, Gobbo 6, Carraro 7, Guerra 14, Volpato 6, Scarpa, Da Pozzo 2, Masiero, Pertile 8. All. Scarpa.

Arbitri: Palazzolo di Villaga e Franceschetto di Arcugnano.

Parziali: 8-15, 14-16 (22-31), 13-19 (35-50), 7-24 (42-74).

NOTE: Tiri liberi: Montecchio 3/8, Marghera 3/4. Uscita per 5 falli Guerra al 24’ (24-37).

Altri risultati: Bolzano-San Bonifacio 49-62; Lupe San Martino-Famila Schio 53-45; Reyer Venezia-Conegliano 78-81; Pordenone-Cussignacco 66-62; Thermal-Casarsa 90-55; Istrana-Junior San Marco 67-70.

Classifica: Marghera punti 46; Conegliano 36; Cussignacco 34; San Bonifacio 32; Thermal 30; Montecchio Maggiore e Junior San Marco 28; Reyer Venezia e Lupe San Martino 24; Pordenone 22; Bolzano e Muggia 18; Casarsa e Istrana 14; Famila Schio 8.

*Al termine del girone di ritorno (mancano 4 partite) è prevista retrocessione diretta per il fanalino di coda. Altre due bocciature arriveranno dai play out che coinvolgeranno le classificate dal dall’11° al 14° posto. Nessun dramma, a questo punto, perché apparirà l’immagine della faccetta sorridente ad annunciare i ripescaggi.

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