BASKET FEMMINILE: SI PROFILA UNA A2 CHE SPAVENTA ANCHE PER LE RIPERCUSSIONI IN SERIE B. L’ALLARME LANCIATO ANCHE PER I SETTORI GIOVANILI.

BASKET FEMMINILE: SI PROFILA UNA A2 CHE SPAVENTA ANCHE PER LE RIPERCUSSIONI IN SERIE B. L’ALLARME LANCIATO ANCHE PER I SETTORI GIOVANILI.

La stagione 2027/28 sarà frutto dell’ennesima rivoluzione dei tornei femminili di basket. Prevede un unico campionato nazionale di serie A2, probabilmente a 16 squadre.

A renderla operativa saranno Federazione e Lega Basket Femminile per provare a dare una scossa al movimento di questo sport, da tempo in difficoltà. I successi raggiunti a livello internazionale sono stati una molla per incoraggiare la scelta di alzare ancor più il livello tecnico dei due campionati più importanti. A conclusione del derby di serie B a Montecchio, l’incontro con i due responsabili tecnici del settore giovanile di due club vicentini, apre uno spiraglio diverso, richiamato dall’allarme che si sta diffondendo, anche fra le società, circa il futuro dei preziosi vivai che hanno sempre offerto la materia prima di questo sport. Non solo, ma si teme che la serie B potrebbe perdere quel ruolo di palestra ideale, che attualmente svolge, per la crescita delle giovani promesse. Ne è esempio Montecchio, dove è cresciuta Jasmine Keys ed è ora fucina di altri talenti, fra cui Valeri Nortey.

Marco Malfatti

Giustamente, da Marco Malfatti vengono ricordate giocatrici note uscite dai vivai di Schio, Carrè, Sarcedo, Vicenza e da altre società minori della nostra provincia. Altro punto che l’allenatore della squadra Famila B di Schio ha chiarito, a conclusione del derby, riguarda la ferma scelta della sua Società di non perdere se possibile, nel rispetto delle regole, il treno delle serie B.

“Non parlo per altre società – premette il coach Malfatti – ma consultandomi anche con il nostro DG Paolo De Angelis, siamo convinti che il campionato di B sia importante per trattenere e far crescere con noi le nostre giovani promesse, facendole giocare con compagne già un po’ più grandi (21-23 anni), per le quali la nostra prima squadra è irraggiungibile.”

Andrea Callegaro

Concorda su quanto detto dal collega, Andrea Callegaro.

Ora – osserva il capo allenatore del Basket Montecchio – noi stiamo vivendo un momento esaltante, ma dobbiamo ricordare che il nostro progetto di ripartenza con le giovani è andato incontro a due retrocessioni. Per fortuna non ci sono state scosse e siamo grati perché abbiamo potuto rimanere nella categoria. Purtroppo, non so se queste possibilità rimarranno in avvenire. Già quest’anno stiamo lottando contro formazioni imbottite da giocatrici che, a causa dei parametri più alti, sono scese dal campionato A2. Temo che questa pioggia s’infittisca con la rivoluzione già iniziata e, quindi, che il torneo perda quel ruolo di palestra per le giovani che ora sta svolgendo.”

Osserviamo ai due tecnici che qualcosa si doveva pur fare per rimediare ad una situazione che vede in A1 appena 11 squadre e in A2 due di gironi di appena 13 formazioni.

“L’anno prossimo sarà ancora peggio – risponde Callegaro – perché dalla A2 sono previste 6 retrocessioni, a fronte di 3 promozioni dalla serie B. E aumenteranno i ritiri rispetto alle due defezioni di quest’anno.”

– Insomma l’obiettivo è il girone unico, magari a 16 squadre. Ma perché fa tanta paura questa scelta?

“Certamente i costi – osserva Marco Malfatti – la serie A1 vive in un mondo molto lontano, che richiede gestioni che poche società possono permettersi. Per quanto riguarda poi la nostra serie B, noi abbiamo il privilegio di allenarci e giocare nella struttura del PalaRomare, per il resto della logistica (trasferte e pasti) di fatto minimizziamo i costi esattamente come tutte le altre squadre.”

– Indubbiamente, a mettere in difficoltà i vivai sono stati lo svincolo totale delle giocatrici e l’avvento dei parametri, che dovrebbero essere di compensazione alle società di provenienza.

“È da precisare – osserva Callegaro – che i parametri oscillano moltissimo a seconda del livello del campionato e degli anni di presenza nei vivai delle ragazze. Giusto sapere, anche, che i benefici economici conquistati dalle società che falliscono, vengono trasferiti alla Federazione.

“Di fatto adesso con lo svincolo totale – aggiunge Malfatti – diventa quasi impossibile programmare con lungimiranza sulle giovani, perché è possibile vedersi partire giocatrici importanti, sulle quali si contava, e dover così ricominciare da capo con ragazze più giovani. Certamente non è corretto trattenere le ragazze contro il loro volere, ma penso dovrebbe esserci un equilibrio diverso”.

– Insomma, dal quadro prospettato, ossia Società che rinunciano alla promozione, altre che preferiscono retrocedere o chiudere e iscrizioni che calano, si può pensare che la Federazione stia rischiando molto. Qual è, invece, il suggerimento che arriva da chi lavora dalla radice per far crescere il Basket femminile in Italia?

“Indubbiamente, aiutare di più le società piccole, oberate ora da tasse e oneri amministrativi troppo alti – risponde subito Callegaro – Inoltre salvaguardare e difendere il loro lavoro, incentivando i vivai e orientando la sviluppo tecnico delle ragazze in una categoria (serie B), che non crea pressioni e può prepararle all’esperienza, anche nella massima serie.”

“Concordo sul ridurre al minimo i costi per la serie B e vivai – aggiunge il collega Malfatti – e certamente trovare una modalità diversa per la valorizzazione economica del lavoro fatto dalle società sull’attività di base quando si creano giocatrici”

– Anche l’ultima innovazione, quindi, che farà decidere le tre promozioni dalla serie B riunendo le migliori squadre in un concentramento a Codroipo e Latisana, non sembra seguire queste richieste…

“Una settimana di soggiorno in Friuli dall’8 al 14 giugno – chiudono all’unisono i due tecnici – sarà difficilmente gestibile dalle società. E questo, non solo per i costi, ma perché molte giocatrici e gli stessi tecnici dovranno rinunciare ai propri impegni di lavoro.”

CINE FORUM: C’è stato un periodo che andavano di moda, facendo riflettere insieme gli spettatori sulle trame di un film appena visto. Ebbene, cosa sono le vicende sportive se non un film continuo che appassiona per gli sviluppi e invoglia a farci delle domande.

Quella ultima importante, che abbiamo sentito ripetere in molti dibattiti TV, riguarda le vicende della Nazionale di calcio. Si voleva conoscere le cause dei suoi ripetuti insuccessi, quando l’Italia invece raccoglie soddisfazioni e medaglie olimpiche e mondiali in altri sport. Assai prevedibile, la risposta generale degli esperti ha convogliato l’attenzione sulla scarsa utilizzazione dei giovani talenti italiani nelle squadre del massimo campionato italiano.

Le scelte da farsi sono ancor più decisive, se poi riguardano sport che godono di minori risorse per sopravvivere. Per questo i responsabili del Basket Femminile dovrebbero ascoltare l’appello di chi sta lavorando con passione nel cuore del problema, rappresentato dai vivai che regole e condizionamenti economici aiutano a spegnere. Chiaro, dunque, il messaggio accorato dei responsabili del settore giovanile di due società di basket femminile.

Ci permettiamo di offrire, ora, una prima risposta a una domanda che spesso ci siamo fatti. Ovvero, sul motivo che spinge bravi allenatori ad impegnarsi in categorie che non possono offrire molte soddisfazioni. Ad offrirne l’esempio la situazione di molte società in serie B femminile. Recentemente l’Abano ha rinunciato, per ragioni economiche, a portare le proprie ragazze in A2 e questo rivela che esiste una barriera invalicabile per le aspettative di tante ottime squadre. Dovrebbe, quindi, demotivare chiunque la necessità di vivacchiare in un campionato che sa più di Limbo eterno se, a spingere con passione il lavoro dei tecnici, non ci fossero altri stimoli. Ragioni importanti, come quelli di operare a favore di soggetti che fin da bambini, sono ad essi affidati. Seguirne, passo dopo passo, la crescita sociale, cercando di scoprirne le qualità tecniche per metterle alla prova negli allenamenti e nelle partite: ecco, dunque, da quale lavoro essi raccolgono le soddisfazioni maggiori. Soddisfazioni che si certificano quando la giovane promessa arriva ad ottenere prestazioni importanti, sia nello stesso campionato di serie B che in ambiti sportivi di livello superiore, fino alla squadra Nazionale.

Al Cine Forum solleviamo l’ultima domanda: come può la squadra nazionale inserire sempre nuovi talenti se si demotiva il lavoro dei tecnici dei settori giovanili, elevando i costi in A2 e snaturando quella che ora è la palestra di crescita dei giovani talenti stessi, ossia la serie B?

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