Clamoroso al Cosaro. L’arbitro fischia la fine anzitempo e poi ci ripensa.

Clamoroso al Cosaro. L’arbitro fischia la fine anzitempo e poi ci ripensa.

Partita importante per la classifica del Montecchio. Passa in vantaggio al 27’ della ripresa e poi vince. Ma a rendere al cardiopalma una partita che nelle fasi finali si era resa già tesa con il Castelnuovo che cercava il pareggio e il Montecchio che difendeva il vantaggio è stato l’operato dell’arbitro Burbello. Fino a quel momento la direzione di gara era sembrata quasi impeccabile, ma poi succede il mezzo disastro. L’arbitro di Castelfranco Veneto decide di dare 4 minuti di recupero, ma al 48’ fischia la fine. Iniziano i festeggiamenti dei biancorossi ma il direttore di gara sollecitato dalla panchina del Castelnuovo si accorge dell’errore avendo dato solo 3 dei 4 minuti di recupero assegnati. Subito richiama tutti e fischia il ‘terzo tempo’ di 1 minuto. Saranno 60 secondi, ovviamente nervosi in campo, ma poi arriva il vero triplice fischio definitivo.
Peccato per questa sua disavventura ma merito a Burbello per aver riparato al mal fatto.
Ammettere di sbagliare e rivedere quanto deciso non è da tutti (gli arbitri).
Ma cosa sarebbe successo se non avesse ripreso la partita? Sicuramente la squadra ospite avrebbe fatto ricorso con, presumibilmente, buone possibilità di successo. In caso di vittoria del ricorso la partita sarebbe stata rigiocata per intero.

La regola del “Terreno di Gioco”
Secondo la Regola 5, l’autorità dell’arbitro inizia dal momento in cui entra in campo per il sopralluogo e termina quando lo abbandona definitivamente dopo il fischio finale.
Se l’arbitro è ancora in campo e si accorge dell’errore (o gli viene segnalato dai suoi assistenti/VAR) prima di imboccare il tunnel degli spogliatoi, può richiamare le squadre e far riprendere il gioco per disputare il tempo mancante.
Se l’arbitro è uscito dal campo. Non si può far più nulla. La partita è legalmente finita. Anche se ci si accorge dell’errore negli spogliatoi, non si può più tornare indietro. In quel caso, il risultato viene omologato.

Nel caso del recupero (es. fischio al 3′ invece che al 4′) che succede?
Se l’arbitro ha assegnato 4 minuti di recupero e fischia erroneamente dopo soli 3 minuti c’è l’bbligo di ripresa. Se si rende conto dell’errore mentre è ancora in campo, deve far riprendere il gioco.
Il gioco riprende con una rimessa da parte dell’arbitro (palla a terra) nel punto in cui si trovava il pallone al momento del fischio indebito, a meno che il fischio non sia avvenuto mentre la palla era già fuori (in quel caso si riprende con la normale rimessa, calcio d’angolo, ecc.).
Se l’errore viene scoperto dopo che l’arbitro ha lasciato il campo, la situazione si sposta dal piano del campo a quello legale/sportivo.

1. L’Errore Tecnico

Il fischio anticipato è considerato un errore tecnico dell’arbitro. A differenza di un errore di valutazione (come un rigore dubbio o un fuorigioco), l’errore tecnico riguarda l’applicazione errata del regolamento.

2. Il Ricorso

La squadra che si ritiene danneggiata (ad esempio quella che stava attaccando o che aveva bisogno di tempo per pareggiare) può presentare un ricorso al Giudice Sportivo.

  • Ammissione dell’errore: Fondamentale è che l’arbitro, nel suo referto (il documento ufficiale che scrive negli spogliatoi e invia alla Lega), ammetta chiaramente di aver sbagliato il calcolo del tempo.
  • Influenza sulla gara: Il Giudice Sportivo deve valutare se quel minuto mancante ha effettivamente influenzato il risultato finale. Se, ad esempio, la partita era sul 4-0, è difficile che il ricorso venga accolto. Se invece era sull’1-0 e una squadra stava premendo, la situazione è diversa.

3. La Ripetizione della Partita

Se il ricorso viene accolto e l’errore tecnico viene riconosciuto come “determinante per l’esito della gara”, il Giudice Sportivo non fa giocare solo il minuto mancante, ma ordina la ripetizione integrale della partita (dal 1′ minuto).

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