Ha giocato per 10 anni nel Brendola, poi nel Sarego e infine nell’Alte Calcio, oggi a 28 anni, Saad Taouili, è arbitro e dirige le partite di Eccellenza e serie D in tutta Italia.
A maggio dello scorso anno ha ricevuto il prestigioso premio Giacomo Nereo Bertoli, riservato all’Arbitro o Assistente Arbitrale già collaudato dall’Organo Tecnico Regionale che abbia dimostrato particolari doti morali e tecniche, spirito di sacrificio ed attaccamento alla Sezione di appartenenza.
Eppure rivela: “Quando giocavo avevo rapporti un po’ difficili con la terna arbitrale e devo confessare di essere stato più volte espulso e quindi squalificato. I tifosi dell’Alte si ricorderanno che giocavo una partita e me ne stavo fuori due”.
Poi che cosa è successo?
“Ho conosciuto il mondo degli arbitri a scuola. Ricordo che l’IIS Ceccato, in accordo con la sezione AIA di Vicenza, ha organizzato degli incontri formativi gratuiti. Lì è nato il desiderio di seguire i corsi di formazione a Vicenza fino a diventare arbitro della sezione, dove ci sono stato per tre anni per poi seguire la scalata dal provinciale al regionale al Nazionale. Diciamo che nel mio caso potrebbe valere il detto “chi disprezza compra”, ma certo nella mia scelta ha influito un problema di salute che mi ha bloccato per un certo periodo. Ho avuto un collasso polmonare e quindi avevo il divieto di praticare sport di contatto. Che potevo fare per restare nel mondo del calcio? Ero troppo giovane per fare l’allenatore, approfittai così dell’opportunità che la scuola mi dava e sono diventato un arbitro”.
L’esperienza del calciatore messa al servizio del mondo arbitrale, dunque..
“Sicuramente mi ha aiutato a capire, da arbitro, le dinamiche in campo, gli stati d’animo dei giocatori e agire di conseguenza. L’importante è sapersi calare nella realtà in cui si opera e sapersi adeguare!”
Fra le partite che ricorda con piacere per intensità e valori in campo, sicuramente la finale playoff Eccellenza tra il San Donà e il Conegliano: “Stadio da serie C completamente pieno, tifoserie al seguito impegnative. Ma più il contesto è impegnativo e difficile, più mi carico e poi faccio bene. Niente comunque in confronto a quello che si trova dall’Abruzzo in giù. Lì è normale trovare fuori del campo auto della polizia, avere a che fare con tifosi parecchio agitati. Ma finora è andato tutto bene. Le valutazioni degli arbitri di campo sono state buone e speriamo, a fine campionato, di poter accedere al corso per salire di categoria”.
In effetti non mancano commenti lusinghieri per il giovane arbitro vicentino che si mette in evidenza per la tranquillità, la serenità con cui affronta le partite, anche le più difficili, e per la personalità con cui gestisce le diverse situazioni. Un esempio. Su Calcio & Fototifo Dilettanti, un sito dedicato al calcio laziale, a proposito del derby Ferentino – Ceccano, si trova scritto: “l’arbitro vicentino di origine marocchina fa pochi errori, ma è da manuale la chicca finale. Per la prima volta da inizio stagione si è visto un arbitro attuare la nuova regola relativa al portiere. La nuova regola per i portieri, introdotta dall’IFAB e applicata dal 2025/26, impone un limite di 8 secondi per rimettere in gioco il pallone dopo averlo controllato tra le mani; se il tempo viene superato, non si avrà più una punizione indiretta, ma un calcio d’angolo per gli avversari, con gli arbitri che segnalano visivamente gli ultimi 5 secondi per velocizzare il gioco. L’arbitro vicentino dopo aver contato come da prassi, scandendo ad alta voce oltre che segnalando con le dita, ha punito l’eccessivo ritardo del portiere, assegnando un calcio d’angolo alla squadra avversaria”.
Anche in merito al tempo che si perde in campo, specie nei minuti di recupero, il nostro Saad ha le idee ben chiare: “Si deve recuperare secondo regolamento e non è certo colpa dell’arbitro se poi si va oltre il tempo assegnato”.
Conclusi gli studi superiori, Saad ha dovuto organizzare il suo tempo lavorativo con l’impegno da arbitro.
“Ho lasciato l’impiego in ufficio come disegnatore e ho trovato lavoro presso una ben nota pasticceria di Lonigo dove alterno attività di laboratorio, di magazzino, ma soprattutto posso effettuare con tranquillità le lunghe trasferte della domenica. In pratica a volte parto il venerdì e torno il lunedì. Poi durante la settimana effettuo il mio allenamento personale. Corro essenzialmente per 8/10 Km. Spesso mi reco nel centro sportivo di riferimento con il preparatore atletico dell’Aia a Vicenza o ad Arzignano”.
Saad non manca di studiare, con l’arbitro che gli fa da osservatore, la partita appena arbitrata, la sviscera per capire dove avrebbe potuto fare meglio e, anche se finora non ha avuto a che fare con il Var, pensa che sia uno strumento importante per evitare errori che potrebbero condizionare e molto il proseguo di un match”.
“Il pubblico, sappiamo contesta a prescindere, ma le regole sono regole e vanno applicate. Di fronte a certi falli si è obbligati a seguire il regolamento e in fatto di espulsione non si può sbagliare, un po’ diversa la situazione per quel che riguarda l’ammonizione se si riesce a risolvere con il dialogo”.
Saad che ha studiato a Montecchio, ha giocato ad Alte, lui che è di casa con Orsato, che ha conosciuto Collina e l’attuale designatore nazionale Gianluca Rocchi, da bravo arbitro, non si sbilancia ma ritiene che la realtà calcistica castellana sia di alto livello, specie nel settore giovanile.
Certamente incarna un esempio positivo di come la vita vada affrontata sempre al massimo. Non ha potuto diventare un calciatore, è diventato arbitro, come dire non ci si arrende mai. Oggi è soddisfatto e ha anche trovato l’amore. La sua ragazza, Vittoria, non poteva che essere una sportiva: gioca infatti a basket in serie C. Così sono entrambi impegnati durante il weekend!
