DOPO LA SCONFITTA CONTRO LA BOSNIA, IL CALCIO AZZURRO TOCCA IL LIVELLO PIÙ BASSO DI UNA CRISI ANNUNCIATA, MA RIMASTA INASCOLTATA

DOPO LA SCONFITTA CONTRO LA BOSNIA, IL CALCIO AZZURRO TOCCA IL LIVELLO PIÙ BASSO DI UNA CRISI ANNUNCIATA, MA RIMASTA INASCOLTATA

Purtroppo non è un Pesce d’Aprile! L’Italia per la terza volta consecutiva non si è qualificata alla fase finale dei Mondiali di Calcio.

Oggi anche la politica si interroga sulla debacle degli azzurri contro la Bosnia, ma poco si può fare: i risultati della nostra Nazionale sono il segno dei tempi che cambiano. Il calcio nostrano soffre la necessità di raggiungere risultati ora e subito. Diritti televisivi, dei quali le nostre società vivono, competizioni europee che richiedono disponibilità di giocatori immediata, portano a trascurare i settori giovanili a scapito di atleti pronti sul mercato.

Oggi non si scopre più il campioncino sui campetti di provincia, ora si cerca di accaparrarsi la giovane promessa del momento che non è italiana.

E poi, non nascondiamocelo, molti nostri giocatori tendono a snobbare la Nazionale. Un tempo essere convocati era il più grande traguardo raggiungibile, ora è quasi un fastidio perché è una fatica in più, è una interruzione di percorso che va a danno della società con la quale si perseguono obiettivi di altra natura: scudetto, Coppa Italia, Champions League, Europa League e Conference League.

E così si possono spiegare in parte i motivi della crisi azzurra.

Ma possiamo anche pensare che sono cambiati i ragazzi in genere poco abituati al gioco libero all’aperto. Quanti bimbi si vedono ancora palleggiare contro i muri dei condomini? Oggi si va alla scuola calcio, ma sappiamo che i campioni sono nati lontani da questi corsi, attualmente affidati spesso ad istruttori poco preparati o inaffidabili.

E poi i nostri giovani, sempre meno numerosi a causa della crisi demografica, sono meno propensi all’attività ginnico-ludica. Preferiscono i videogiochi.

Di più! I nostri giovani hanno scoperto che esistono altri sport (si pensi ai risultati della pallavolo, del basket dell’Atletica, a Sinner e ad Antonelli), che preferiscono ad un mondo che a livello agonistico è spesso affidato a personaggi ambigui in cerca, per denaro, del nuovo Paolo Rossi o Roberto Baggio.

Insomma i motivi per spiegare la sconfitta sono tanti. Il calcio azzurro di certo va rinnovato! Nell’attesa che crescano i tanti bambini di origine extra europea, ma Italiani, che giocano ovunque possono, anche lungo le vie, nelle piazze dove sarebbe vietato.

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