E’ una tranquilla mattina di primavera. Il sole va e viene, la temperatura promette una giornata piacevole.
Nella sede del Circolo Tennis, all’interno dello stadio Gino Cosaro, il silenzio è interrotto dal canto degli uccellini, ma soprattutto è scandito dai colpi di racchetta di chi gioca all’interno dei campi coperti, accompagnati, come si usa nel gioco moderno, dall’urlo di forza dell’atleta impegnato in partita.
All’interno della stanza, che fa da ufficio e da luogo di accoglienza, incontriamo il Presidente, Enrico Bettini, in compagnia di Mauro Zambello, volto storico del tennis castellano.


Dal 2005 Enrico è a capo del circolo Palladio di Vicenza, il cuore pulsante dell’arte della racchetta nella città berica, a sua volta collegata con la Canottieri Padova e la sua scuola di tennis per ragazzini.
“Cinque anni fa, siamo intervenuti per risollevare le sorti della realtà montecchiana che tanto ha dato al tennis. Ci siamo imposti di rivitalizzare l’ambiente, ma soprattutto di portare nuova linfa, organizzando corsi per i più piccoli, tornei e tante iniziative che portassero i cittadini a riavvicinarsi al tennis. Abbiamo trovato la collaborazione dell’allora sindaco Gianfranco Trapula e dell’Amministrazione: impegni chiari e reciproci hanno fatto sì che il circolo tornasse ad essere vivo e vivace come le tante altre realtà simili che operano nel territorio nazionale e che oggi godono anche della fama che il tennis nazionale sta vivendo, grazie agli ottimi risultati di Sinner&company”.
La politica del circolo è completamente indirizzata ai soci, a soddisfare le loro esigenze sia che siano bambini che adulti. Ragazze, signore, anziani.
Continua Bettini: “L’aspetto agonistico resta un po’ in secondo piano. A noi interessa far divertire, far crescere, offrire opportunità di confronto prima all’interno della società, poi fuori.

Precisa Mauro Zambello, per tutti ‘il Maestro’: “A settembre accogliamo i nuovi iscritti, grazie alle attività di promozione, da ottobre a giugno si lavora con la scuola tennis. I maestri sono a disposizione di tutti con lezioni individuali o di gruppo. Poi passiamo ai tornei interni perché gli iscritti si possano mettere alla prova, tra amici, quindi si passa alle iniziative della provincia e regione”.
Aggiunge Bettini: “Fra poco ci sarà l’evento più importante in provincia, il Challenger Città di Vicenza, per il quale sono passati tutti i campioni attualmente in auge. Tutti tranne Sinner e il nostro circolo si sposterà in massa per assistervi. E poi a settembre, qui a Montecchio, avremo un’occasione speciale, giunta ormai alla quarta edizione, l’ITF Future Wheel Chair, ovvero il tennis in carrozzina per disabili, un torneo di cui andiamo fieri”.
Per questa iniziativa un montepremi di 4000 Euro messi a disposizione dai diversi sponsor, gli stessi che sostengono il circolo.
Precisa Zambello: “In fatto di sponsor non possiamo lamentarci, ci sono e sono importantissimi. Molti sponsor sono anche nostri iscritti!”
E a proposito di iscritti, attualmente i soci adulti sono oltre duecento, di cui ottanta donne, di età diversa a partire dalle ventenni. Fra i maschi invece si contano anche degli ottantenni e settantenni, molti over cinquanta. Sono invece un’ottantina i giovani dai 9 ai 16 anni. Per loro la scuola prevede due lezioni a settimana in gruppo, sono possibili lezioni extra con il maestro, ma sempre nel periodo ottobre-giugno. Poi anche i ragazzi devono sentirsi liberi di giocare, confrontarsi con altri senza la pressione dell’allenamento. Tra le giovani promesse i due allenatori segnalano l’under 14 Vittoria Tognotto e il giovanissimo Xotta Matteo, che attualmente si allena presso il circolo di Sarego, e che è arrivato secondo nei campionati nazionali Kinder.
Tra i più piccoli, chi decide di giocare a tennis, non lo fa come ripiego, perché non è riuscito ad emergere in uno sport, specie il calcio. Si sceglie il tennis per passione. Precisa Il maestro Mauro: “Facciamo azione promozionale nelle scuole, dove riscontriamo molto interesse anche da parte di ragazzini stranieri, ma poi non si iscrivono. Certo è necessario impegno e continuità. La disponibilità a continuare ad imparare in fondo non deve mai venire meno, lo dice anche Sinner”.

E per crescere ed imparare i frequentatori del circolo tennis possono contare su sei maestri, tra i quali Marco Tamiozzo, vera promessa del tennis castellano, ‘fortissimo’, come lo definisce il suo maestro Zambello, ma che a vent’anni ha preferito scegliere la strada dell’allenatore e oggi fa del tennis la sua professione. “E’ molto amato e molto stimato dai suoi allievi di tutte le età, un grande lavoratore che comunque ancora contribuisce a far raggiugere buoni risultati al circolo che si è conquistato la vittoria nel torneo regionale a quattro.”
Enrico e Mauro non hanno dubbi nel definire Sinner il migliore giocatore del mondo per tecnica e testa. “Lui vive il tennis 24 ore su 24. E’ un vero campione perché è restato semplice, non si è montato la testa. Afferma che anche la sconfitta è bella e utile perché da essa si impara. Ma come tutti gli altri campioni ha avuto la fortuna di avere famiglie che li hanno lasciati fare senza pressioni. Certo, se non si trovano sponsorizzazioni e famiglie disposte a pagare, non si va da nessuna parte. E d’altra parte si comincia a guadagnare a partire del centesimo posto in graduatoria mondiale!”
Aggiunge Zambello: “Rispetto a dieci anni fa oggi il giocatore-tipo è più alto, più potente, con alle spalle molta preparazione atletica. La tecnica quindi non è tutto, anche perché è in continua evoluzione e perfezionamento. Insomma la crescita dell’atleta è legata al maestro, al preparatore, all’allenamento che permette di migliorare, al confronto con gli altri. Oggi Sinner ha al seguito uno staff vero e proprio cui si aggiunga lo stratega, ovvero colui che studia gli avversari e prepara il match a tavolino”. Tutto un altro mondo, un mondo che non interessa a chi frequenta il circolo, come Antonio di Verona che, certo, lavora in zona, ma al rinomato circolo della città scaligera preferisce Montecchio… “Qui si gioca in allegria, il clima è sereno. Non farei proprio il cambio con un circolo dove, per esempio, bisogna obbligatoriamente vestirsi sempre di bianco ”.

Dello stesso parere Michela Nicoletti, la campionessa del circolo, ha infatti vinto quattro cinque tornei in regione ed è arrivata in finale nazionale del torneo TPRA (tennis padel Ranking amatoriale). “Ho cominciato a giocare a tennis quando ho portato i miei figli qui ad imparare, ma era una passione che avevo dentro”.
Anche Veronica Rancan, di Nogarole, ha iniziato a giocare dodici anni fa “…dopo la terza figlia e ho portato anche mio marito. Perché questo è un posto fantastico!”
Un posto che però ha bisogno di qualche intervento di sistemazione. “Poche cose, ma dobbiamo risistemare i bagni, anche perché ci aspettano eventi che richiamano atleti da tutto il mondo! E poi dovrà essere sistemata anche l’area esterna i campi.”
Sembra dunque che il circolo tennis di Montecchio non solo abbia superato i suoi problemi, ma stia anche crescendo. In ogni caso si sta preparando a vivere un’estate fantastica, parola di chi lo frequenta con assiduità, passione, ma anche leggerezza come Antonio.