Ricordate Riva, il nostro Gigi Riva, tutta potenza che irrompeva in un mondo fatto di tecnica alla Rivera?
Allora il calcio si giocava quasi da fermi e infatti poco hanno potuto gli azzurri nella finale contro il Brasile che accompagnava la tecnica al ritmo della samba.
Oggi il calcio è fisicità. Se non sei alto 1.90 non puoi ambire alle serie superiori. Se non corri i 100 metri al limite dei 10 secondi avrai poche possibilità di fare carriera. Oggi Baggio e Maradona, nonostante l’indiscussa tecnica e bravura, farebbero fatica a correre verso la porta. Oggi il modello è Haaland che se non fosse che segna e segna sempre in un contesto di normalità sembrerebbe un gigante biondo, quello delle fiabe.
Invece è reale ed è fortissimo, come sono fortissimi gli atleti africani che stanno sostenendo il movimento giocando e formandosi in Europa.
Finita l’era dei Ronaldo, sulla via del tramonto quella di Messi, ora arriva una nutrita schiera di giocatori nati nel continente africano che sta contribuendo a modificare la geografia del calcio.
Anche quella del tifo perché le nazionali poco blasonate, oggi protagoniste, hanno anche un modo diverso di farsi sostenere. La voga vichinga insegna!