Il pallone è ancora fermo, ma lo sport italiano non è certo rimasto in panchina. In attesa dell’inizio dei campionati di calcio, a conquistare le prime pagine dei giornali sono stati gli Azzurri e le Azzurre impegnati negli Europei delle Discipline acquatiche di Parigi e in quelli di Atletica leggera di Birmingham.
E non si è trattato di una semplice sostituzione estiva in attesa che tornassero protagonisti gol, mercato e polemiche arbitrali. Nuoto e Atletica si sono presi la scena con pieno merito, grazie a una serie di risultati eccezionali: complessivamente 65 medaglie, delle quali 23 d’oro.
A Parigi l’Italia ha raccolto addirittura 43 medaglie: 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi. Nessuna nazione è salita sul podio così tante volte. Soltanto la Gran Bretagna, con un oro in più, ha preceduto gli azzurri nel medagliere generale. L’Italia ha però conquistato più medaglie di tutti — 43 contro le 26 britanniche — aggiudicandosi anche il Championship Trophy del nuoto in vasca e la classifica per nazioni del fondo.
L’Italia ha mostrato una forza impressionante in tutti i settori: 20 medaglie nel nuoto in vasca, nove nei tuffi, sette nel fondo e altre sette nel nuoto artistico. Tra le grandi protagoniste spicca Chiara Pellacani, capace di conquistare cinque ori nei tuffi. Straordinaria anche Simona Quadarella, regina del mezzofondo con la tripletta nei 400, 800 e 1500 stile libero.
Indimenticabile il record mondiale di Sara Curtis nei 50 dorso, nuotati in 26”56, mentre Nicolò Martinenghi si è confermato padrone della rana vincendo sia i 50 sia i 100 metri. Nel fondo è arrivata la doppietta di Ginevra Taddeucci nella 5 e nella 10 chilometri. Sono soltanto alcuni dei nomi di una spedizione che ha dimostrato profondità, continuità e una straordinaria capacità di rinnovarsi.
Contemporaneamente, a Birmingham, l’atletica italiana ha compiuto un’altra impresa storica. Gli azzurri hanno chiuso gli Europei al primo posto nel medagliere con 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi, confermandosi sul tetto d’Europa dopo il successo ottenuto a Roma nel 2024.
A decidere il duello con la Gran Bretagna è stata addirittura l’ultima gara: la staffetta maschile 4×400 di Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati ha battuto i padroni di casa per appena tre centesimi, consegnando all’Italia il decimo oro e il sorpasso definitivo.
Prima erano arrivati la doppietta di Nadia Battocletti nei 5.000 e 10.000 metri, i successi di Leonardo Fabbri nel peso, Gianmarco Tamberi nell’alto, Dariya Derkach e Andy Díaz Hernández nel triplo, Massimo Stano e Sofia Fiorini nella marcia. E poi lo splendido salto da sette metri con cui Larissa Iapichino ha conquistato il titolo europeo nel lungo.
Per qualche giorno, dunque, le prime pagine non hanno avuto bisogno del calcio. Sono bastati una piscina, una pista, una pedana e tanti ragazzi e ragazze in maglia azzurra capaci di vincere, emozionare e farci sentire orgogliosi.
Tra pochi giorni torneranno i campionati e il pallone riprenderà inevitabilmente gran parte dello spazio. Ma quanto accaduto a Parigi e Birmingham non dovrebbe essere dimenticato in fretta: l’Italia non è soltanto una nazione di calciatori.
Oggi possiamo dirlo senza timore di esagerare: i campioni siamo noi.