Tommaso, come vedi la squadra?
“Siamo partiti con la preparazione consapevoli che ci sarebbe stata un po’ di confusione iniziale perché era tutto nuovo.
Ora posso dire che la società ha fatto un lavoro clamoroso, a cominciare dalla scelta dei giocatori.
L’unico fastidio, anche questo iniziale, che però era esterno, sono state le chiacchere sulla nuova gestione societaria. Ora come ora, invece, vedo che siamo diventati un gruppo affiatato in pochissimo tempo. Già dopo le prime settimane si vedeva la qualità del lavoro dello staff e la risposta della squadra.
Tutti hanno voglia di fare, di impegnarsi, di darsi una mano, di dimostrare il proprio valore.
Questo impegno sta dando i suoi frutti…”
Avevi qualche perplessità quando hai detto si al Montecchio?
“No, ero tranquillo. Dopo la prima chiacchierata mi avevano già convinto, perché Montecchio è sempre Montecchio, anche per me che ci ho passato una vita, quindi era dura dire di no.”
Che rapporto avete voi ‘vecchi’ con i giovani?
“Ogni tanto c’è qualche attrito, qualche richiamo, come c’è sempre stato. Poi io, di mia natura, parlo in continuazione in campo per dare consigli e incitare i compagni.
Serve anche a me per rimanere sempre concentrato.
I giovani li vedo pronti a far fatica, a impegnarsi. E anche come gruppo, ripeto, siamo un bel gruppo; la differenza di età tra vecchi e giovani non si nota più di tanto.”
Tu sei il classico ‘allenatore in campo’. Quando smetterai, fra molti anni, resterai nel mondo del calcio?
“Si, anche se sinceramente non so ancora in che ruolo…”
Hai un giocatore come modello? Tifi per qualche squadra?
“Tifo Milan. Non ho un idolo in particolare e non mi ispiro a nessuno. Io ho il mio gioco.”
Come vedi il livello delle squadre?
“È un buon livello, basta vedere anche l’anno scorso: in sette otto punti c’erano trequarti delle squadre.
Non penso che quest’anno sia tanto diverso, perché comunque tutte si sono un po’ rinforzate e non vedo nessuna squadra materasso come una che ammazzerà il campionato. Ogni partita sarà una battaglia.”
Cosa ti piace di più e di meno della squadra?
“Voglio sottolineare la capacità di soffrire in certi momenti della partita, perché ognuno dà una mano all’altro. Cose negative per ora non ne ho viste di grandissime. E ci sono grandi margini di crescita.”
Cosa ti aspetti da questa stagione a livello personale e di squadra?
“Faccio fatica a dirtelo adesso, per scaramanzia. A livello personale, spero di far sempre bene, giocare ogni partita al 100% e dare una mano ai miei compagni.”
Tra i tuoi compagni hai qualcuno che ti ha impressionato in particolare, per il carattere oppure per la tecnica?
“Li conoscevo bene quasi tutti, quindi sapevo già cosa aspettarmi.
Quello che mi ha sorpreso positivamente è la sinergia che si è subito creata tra tutti noi.”