Non solo schemi e percentuali al tiro: nell’ultima giornata di campionato tra Tigers Montecchio e Reyer Venezia a finire sotto i riflettori è stato anche… il guardaroba.
Secondo quanto emerso nel prepartita, la Reyer avrebbe comunicato l’intenzione di scendere in campo con una divisa chiara. Una scelta che avrebbe evitato sovrapposizioni cromatiche con il completo delle Tigers, tradizionalmente nero-arancio. Al momento dell’ingresso sul parquet, però, Venezia si è presentata con una maglia granata, quindi scura, creando da subito una situazione di potenziale confusione visiva.
A una prima occhiata, infatti, il contrasto tra le due squadre non appariva netto: il granata della Reyer e il nero-arancio di Montecchio, soprattutto nelle fasi più concitate dell’azione, risultavano poco distinguibili. Un dettaglio che nel basket conta eccome, perché la riconoscibilità immediata dei compagni è parte integrante del gioco, tanto quanto un blocco ben portato o una rotazione difensiva.
Va ricordato che nei campionati FIP, Serie B femminile compresa, ogni squadra è tenuta ad avere una divisa chiara e una scura, e che le due formazioni in campo devono essere chiaramente distinguibili. In linea generale la squadra di casa veste chiaro e l’ospite scuro, salvo accordi diversi tra le società. In caso di colori troppo simili, l’ultima parola spetta agli arbitri, che possono richiedere il cambio di maglia a una delle due squadre.
In questa occasione la gara si è comunque disputata regolarmente, ma l’episodio lascia spazio a più di una riflessione sull’organizzazione prepartita e sulla comunicazione tra le società. Perché se è vero che il basket si decide a rimbalzo e in area, è altrettanto vero che tutto comincia da dettagli apparentemente minori, come una maglia del colore giusto.
Piccole sfumature, certo. Ma anche le sfumature, quando sono troppo simili, possono fare rumore.
E la scelta di non cambiare le maglie da parte degli arbitri è stata, a nostro parere, la prima di tante scelte discutibili da parte loro.
Pillole regolamentari | Colore delle maglie
– Ogni squadra deve avere due divise: una chiara e una scura.
– Di norma la squadra di casa veste chiaro, l’ospite scuro.
– Le società possono accordarsi per invertire i colori.
– Le maglie devono essere chiaramente distinguibili.
– Se i colori sono simili, decidono gli arbitri e una squadra è tenuta a cambiarsi.
La ratio è semplice: garantire una chiara identificazione dei giocatori in campo, a tutela della regolarità del gioco. Perché nel basket, tra tagli, contropiedi e passaggi rapidi, riconoscere al volo la maglia giusta è parte integrante della partita.