MALDINI E BAGGIO, LA COPPIA GIUSTA PER RILANCIARE L’ITALIA

MALDINI E BAGGIO, LA COPPIA GIUSTA PER RILANCIARE L’ITALIA

La nomina di Paolo Maldini a Direttore Tecnico della FIGC è una delle decisioni più importanti degli ultimi anni. Non sarà lui a guidare la Nazionale dalla panchina, ma avrà il compito di costruirne il progetto tecnico: contribuire alla scelta del commissario tecnico, coordinare le Nazionali e dare continuità a tutto il movimento azzurro.

È una sfida che va oltre il nome del prossimo CT. Perché il problema dell’Italia non è solo la panchina, ma il sistema.

Maldini ha autorevolezza, esperienza e una visione internazionale. Può essere l’uomo giusto per dare un’identità tecnica più forte alla Federazione e rafforzare il dialogo con i club.

C’è però un dato che dovrebbe far riflettere. Le Nazionali giovanili italiane continuano a conquistare risultati prestigiosi. Il talento, quindi, esiste. E allora perché la Nazionale maggiore fatica così tanto?

Forse il problema non è la formazione dei giovani, ma ciò che accade dopo.

Il vero punto debole del calcio italiano sembra essere il passaggio dal settore giovanile alla Serie A. Troppi ragazzi promettenti trovano poco spazio, restano bloccati tra panchine e cambi di squadra o vengono superati da giocatori già pronti acquistati all’estero. È lì che molti talenti rallentano o si perdono.

Per questo la Nazionale dovrebbe ragionare sempre di più come un grande club: non allenando ogni giorno i giocatori, cosa impossibile, ma costruendo un progetto permanente che unisca tutte le rappresentative, favorisca il confronto con le società e accompagni la crescita dei migliori giovani fino alla maglia azzurra.

Ed è qui che la FIGC dovrebbe compiere un secondo passo.

Accanto a Maldini sarebbe prezioso il ritorno di Roberto Baggio. Il progetto che elaborò anni fa per la Federazione, incentrato sulla formazione tecnica, sulla creatività e sulla valorizzazione del talento, non è mai stato realmente sviluppato.

Maldini rappresenta il metodo. Baggio rappresenta il talento.

Il calcio italiano ha bisogno di entrambi.

Perché la vera sfida non è trovare il prossimo CT. È fare in modo che i campioni che oggi vincono con le Under continuino a vincere anche quando indossano la maglia della Nazionale maggiore.

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