Che cosa a che fare la gentilezza con lo sport? E in particolare con il Baskin?
L’ha ben spiegato la splendida mattinata di venerdì 15 maggio trascorsa al Cosaro da tanti alunni dei due comprensivi di Montecchio Maggiore e gli studenti dell’IIS Ceccato.
Non c’è nulla di più intenso ed entusiasmante di giovani che si sfidano nel gioco. Nulla di più bello quando questo avviene dopo aver abbattuto ogni tipo di barriera: niente differenze di genere, di età, di forza.
Tutti in pista, ognuno con le sue possibilità a giocare e a fare il tifo, a vincere o ad accettare la sconfitta, che poi non è tale perché al Cosaro venerdì 15 maggio ha vinto lo sport, quello bello, giusto, coinvolgente, inclusivo.
Il baskin è stato il mezzo che ha permesso a tanti giovani di mettersi in gioco, di divertirsi e divertire.
È o non è gentilezza rendere felici, accogliere gli altri anche se sono un po’ diversi? Affidare un ruolo di gioco a chi fatica a correre, a chi magari non sa esprimersi a parole, ma parla con i gesti, gli sguardi e i sorrisi?

Con la mattinata dedicata al Baskin il Comune di Montecchio Maggiore contribuisce così a dimostrare che la provincia di Vicenza è realmente Provincia della Gentilezza, con i 54 Comuni che hanno aderito all’iniziativa E lo fa coinvolgendo chi fa più fatica, chi spesso è escluso, per ribadire che lo sport per tutti, è una carta vincente di inclusione, di solidarietà e di crescita.
I ragazzi del Ceccato hanno fatto conoscere il Baskin ben 11 anni fa e ne sono diventati testimonial dopo che molti degli atleti di allora sono confluiti nella prima società di Baskin Karibu, che attualmente partecipa ai campionati ufficiali.
I compagni dei due Comprensivi “Marco Polo” e “Anna Frank” invece si sono impegnati a conoscere questo sport, a metterlo in pratica ma soprattutto hanno letto la storia di Gaia e di Edoardo, due compagni di scuola, la Regina e l’Alfiere di un breve racconto di Silvia Barbieri.
La storia, vera, testimonia il coraggio di chi, come Edoardo Levanja, ha sostenuto, difeso, accompagnato Gaia, sua coetanea autistica. Lo strumento di una tale profonda amicizia proprio il Baskin. Grazie al Baskin, Edoardo è diventato, il 5 aprile del 2025, Alfiere della Repubblica.

E mentre tre squadre si sfidavano sul parquet, altri compagni mettevano in scena la vicenda dei due amici, capaci di vincere la cattiveria dei bulli, ma anche capaci di vincere i limiti dell’handicap.
Sira Miola, presidente nazionale dell’EISI (Ente Nazionale Sport Inclusivi) evidenzia come la vicenda di Edoardo e Gaia dimostri quanto sia importante guardare oltre, oltre le differenze, oltre i pregiudizi, oltre gli stereotipi. Lo sport non è solo competizione. Se ben ripensato e per tutti, può trasformare il campo di gioco in uno spazio di relazioni, la squadra in una comunità solidale e il gioco in un gesto di Cittadinanza attiva.

“Con il baskin è iniziata una vera rivoluzione, non solo un modo diverso di considerare e vivere lo sport, ma soprattutto l’occasione di guardare con occhi diversi l’altro, per abbattere barriere, per costruire relazioni vere! Se non è gentilezza questa!”

UN PO’ DI STORIA
Era il 2015, l’IIS “S. Ceccato” di Montecchio Maggiore, nell’ambito delle sue numerose proposte sportive, introduceva il Baskin, un modo inclusivo di giocare a basket.
I docenti di Educazione Fisica Lorella Meggiolaro e Andrea Callegaro, coadiuvati dall’allora responsabile dell’Ufficio Educazione Fisica, Sira Miola, facevano propria l’esperienza di Antonio Bodini e di Fausto Cappellini di Cremona: coniugare il concetto dello sport per tutti, proponendo un modo nuovo di giocare a pallacanestro. Nasceva così il Baskin.
Nel baskin giocano tutti, non esistono distinzioni di genere, di età, di potenzialità. Ognuno contribuisce a suo modo al gioco della squadra.
Scendono in campo campioni disabili e campioni normodotati e le differenze non si notano.
Un’unica cosa unisce tutti, ci si diverte insieme e insieme si cresce.
Il successo dell’iniziativa ha portato in poco tempo l’Istituto Ceccato a diventare centro di riferimento, capofila di una progettualità che coinvolge sempre più istituti. Di più! In alcune realtà, e tra queste anche Montecchio, sono nate vere società sportive che partecipano a campionati regionali e nazionali.
Ancora! dal baskin si è passati all’atletica adattata, alla campestre adattata, al bowling, al calcio balilla, al calco adattato sempre giocando intorno al concetto di “ciascuno a modo suo” e “grazie a chi mi sta accanto”.
Atleta e tutor la combine vincente che cambia il modo di vivere lo sport e educa ai valori alti di convivenza civile.