OLIMPIADI MILANO CORTINA: L’ORO CHE LUCCICA

OLIMPIADI MILANO CORTINA: L’ORO CHE LUCCICA

A ogni Olimpiade il medagliere diventa una specie di specchio dorato: riflette entusiasmo, orgoglio, titoli a caratteri cubitali. A Milano Cortina 2026 l’Italia festeggia il record di medaglie. Ed è giusto farlo. Ma non è tutto oro quello che luccica.

Il dato assoluto racconta una storia semplice: più podi, più successo. Tuttavia le Olimpiadi non sono una fotografia immobile. Sono un organismo che cresce, si ramifica, aggiunge discipline, format, gare miste, team event. Ogni nuova prova è una medaglia in più “messa sul tavolo”. Se il numero complessivo delle medaglie aumenta, il confronto con il passato va maneggiato con cura. Vincerne 20 quando le gare sono 100 non è la stessa cosa che vincerne 20 quando le gare sono il doppio.

C’è poi il rovescio della medaglia, meno scintillante ma decisivo: la concorrenza. Il movimento sportivo mondiale si allarga. Più nazioni investono, più atleti si qualificano, più federazioni alzano l’asticella. Le tecnologie di allenamento si diffondono, la preparazione scientifica si affina, i margini si assottigliano. In molte discipline bastano centesimi o dettagli tecnici per trasformare un quarto posto in un bronzo. E quando la platea si amplia, salire sul podio diventa una scalata più affollata.

Per questo il medagliere andrebbe letto anche in termini relativi: percentuale di medaglie sul totale assegnato, rapporto tra atleti schierati e podi conquistati, confronto con la crescita complessiva del programma olimpico. Solo così si può capire se il record è frutto di un reale salto di qualità o anche dell’espansione del “mercato” delle medaglie.

Nulla toglie al valore delle imprese individuali, che restano pagine indelebili di sport. Ma se vogliamo analizzare davvero lo stato di salute del sistema Italia, serve uno sguardo meno abbagliato e più statistico. Il medagliere è un faro, sì. Però per orientarsi non basta guardare la luce: bisogna misurare anche il mare che la circonda.

È per questi motivi che, considerato tutto, dobbiamo essere molto soddisfatti dei risultati ottenuti quest’anno nelle ‘nostre’ Olimpiadi. In termini relativi a Lillehammer, nel 1994, ci siamo superati (20 medaglie sulle 183 disponibili con una percentuale del 10,9%), ma a Milano Cortina abbiamo raggiunto il massimo storico (30 medaglie sulle 348 disponibili con una percentuale dell’8,6%). Dopo alcune edizioni buie (con il punto più basso toccato a Sochi nel 2014 con solo 8 medaglie totali e nessuna d’oro) il nostro movimento è cresciuto e siamo meritatamente ritornati nell’elite dello sport olimpico invernale. Continuiamo così…

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