La storia delle Olimpiadi Invernali è un viaggio che dura da oltre un secolo, iniziato come un esperimento coraggioso nelle Alpi francesi e diventato oggi un evento globale capace di coinvolgere miliardi di spettatori.
Prima del 1924, gli sport invernali non avevano una competizione dedicata, anche se il pattinaggio di figura era stato incluso in via eccezionale nei Giochi estivi di Londra 1908 e l’hockey su ghiaccio ai giochi di Anversa del 1920.
A Chamonix nel 1924 (foto di copertina) ebbe luogo la”Settimana internazionale degli sport invernali”. Questa manifestazione ebbe un tale successo che nel 1926 il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) la riconobbe retroattivamente come la I Olimpiade Invernale.
Parteciparono 16 nazioni e 258 atleti. Il primo oro della storia fu vinto dall’americano Charles Jewtraw nel pattinaggio di velocità.
Da allora fino al 1992, le Olimpiadi Invernali si tenevano nello stesso anno di quelle Estive. Successivamente, per dare maggiore visibilità all’evento, il ciclo fu sfalsato di due anni.
Nel 1936 a Garmisch-Partenkirchen per la prima volta compare lo sci alpino. Fu anche la prima edizione ad avere una copertura radiofonica.

Nel 1956 a Cortina d’Ampezzo i Giochi invernali furono trasmessi in televisione e nell’occasione fu una donna, Giuliana Chenal-Minuzzo, a prestare il giuramento olimpico. Giuliana era vicentina di origine: i genitori dal un paesino vicino a Marostica si trasferirono in Val d’Aosta quando lei aveva solo sei mesi. Sposata Chenal, vinse la sua prima medaglia olimpica nel 1952 in Norvegia.

L’edizione del 1980 a Lake Placid passa alla storia per il “Miracle on Ice”, la vittoria della squadra americana di hockey, formata da dilettanti, contro l’imbattibile corazzata dell’Unione Sovietica.
Quella del 1994 a Lillehammer fu considerata da molti l’edizione più “magica” per l’atmosfera e l’organizzazione impeccabile della Norvegia. Fu la prima edizione a tenersi a soli due anni dalla precedente (Albertville 1992).
L’Italia vanta una tradizione prestigiosa nei Giochi invernali, avendo ospitato due edizioni e preparandosi a ospitare la terza.
Cortina 1956 consacrò le Dolomiti come meta mondiale dello sci.
Torino 2006 fu un’edizione che trasformò il volto della città, portando i Giochi in un contesto urbano moderno.
Milano-Cortina 2026 segna il ritorno dei Giochi in Italia, con un modello diffuso sul territorio che unisce metropoli e vette alpine.
Per quanto riguarda le discipline dalle 9 discipline originali di Chamonix si è passati alle attuali 16.
L’atleta più medagliata fu Marit Bjørgen (fondista norvegese) con ben 15 medaglie.
È rimasta celebre la partecipazione della Giamaica nel bob a Calgary 1988, storia che ha ispirato il film “Cool Runnings”.
VII Giochi Olimpici Invernali – Cortina 1956
I Giochi di Cortina d’Ampezzo si svolsero dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956. Fu un’edizione pionieristica che segnò il debutto della televisione e di grandi potenze sportive.

Fu la prima Olimpiade invernale trasmessa in diretta televisiva a un pubblico internazionale (Eurovisione). Per l’Italia, la neonata RAI coprì l’evento con oltre 50 ore di trasmissione.
L’Unione Sovietica partecipò per la prima volta ai Giochi Invernali, scalzando immediatamente le nazioni nordiche e il Canada dal vertice del medagliere.
Toni Sailer (Austria),soprannominato il “Fulmine nero”, fu l’eroe indiscusso dei Giochi. Vinse tre medaglie d’oro in tutte le discipline dello sci alpino allora esistenti (Discesa, Slalom e Gigante), con distacchi abissali sugli avversari.
L’Italia conquistò il suo unico oro in questa edizione nel Bob a due, grazie alla coppia composta da Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti. L’argento andò a un’altra leggenda italiana, Eugenio Monti.

L’URSS interruppe la storica egemonia canadese vincendo la medaglia d’oro nel torneo di hockey su ghiaccio.
Durante la cerimonia di apertura, l’ultimo tedoforo Guido Caroli inciampò in un cavo televisivo mentre pattinava sul ghiaccio. Cadde, ma riuscì a non far spegnere la fiamma olimpica e a procedere con l’accensione del braciere.
Cortina ’56 fu l’ultima edizione in cui le gare di pattinaggio di figura si svolsero interamente all’aperto, in uno stadio del ghiaccio scoperto.
Nel salto con gli sci, i finlandesi introdussero per la prima volta lo stile con le braccia lungo i fianchi invece che protese in avanti, dominando la competizione.

Le infrastrutture costruite nel 1956, come lo Stadio del Ghiaccio e il trampolino Italia, sono diventate simboli di Cortina. Questa storica edizione funge da radice ideale per i prossimi Giochi di Milano-Cortina 2026, che torneranno a celebrare la “Regina delle Dolomiti” a 70 anni esatti dal 1956.