Il Torneo dei Quartieri di Montecchio Maggiore continua a crescere, ma senza perdere quello spirito che ne ha accompagnato la rinascita. Ne parliamo con Cristian Fuin, capitano del Collodi, ma anche tra gli organizzatori della manifestazione e presidente dell’Alte Calcio.
Fuin ricorda come il torneo sia nato quasi per scommessa da un’idea di Ivan Chiari e Luca Barban e come, edizione dopo edizione, abbia saputo conquistare sempre più partecipanti: dai circa 120 giocatori della prima edizione si è arrivati alla ottava di quest’anno a 210 atleti.
Per il Collodi partecipare significa però partire ogni anno con qualche difficoltà in più. Il quartiere dispone di un bacino numericamente più ristretto rispetto ad altre zone della città e la squadra mette insieme giocatori di età ed esperienze molto diverse. Ma proprio qui, secondo Fuin, sta uno dei valori del torneo: indossare la maglia del proprio quartiere, ritrovarsi una volta all’anno e scendere in campo soprattutto per il piacere e l’orgoglio di rappresentare la propria zona.
Nell’intervista c’è spazio anche per un bilancio dell’edizione appena conclusa. Fuin riconosce la forza del Duomo, vincitore del torneo, pur indicando nella Carbonara de San Piero la formazione che, sulla carta, disponeva forse dell’organico migliore. E torna sulla spettacolare finale, decisa dalle giocate di Frigo e Pieropan.
Ma il Torneo dei Quartieri non è soltanto calcio. Fuin sottolinea il grande lavoro organizzativo che comincia già a febbraio, la ricerca degli sponsor, il coinvolgimento dei volontari e il ruolo fondamentale della struttura dell’Alte Calcio. E richiama anche tutti a conservare lo spirito goliardico della manifestazione, dopo alcuni episodi di eccessivo agonismo verificatisi quest’anno: si può voler vincere, ma senza dimenticare che si tratta di un torneo amatoriale e di una festa della comunità.
Una comunità che Fuin ha potuto toccare con mano anche dopo il grave incendio che ha colpito le strutture dell’Alte Calcio: nel giro di poche ore volontari, cittadini e istituzioni si sono mobilitati per aiutare la società a ripartire, consentendo di riaprire bar e cucina dopo pochissime ore.
E il futuro? Qualche idea comincia già a circolare. Il Torneo dei Quartieri potrebbe allargarsi ad altre discipline, a partire dal green volley, mantenendo però un principio fondamentale: deve restare una manifestazione legata a Montecchio, ai suoi quartieri e alla sua gente.
Fuin chiude infine con un invito: chiunque abbia idee o proposte si faccia avanti. Le porte dell’organizzazione sono aperte. Perché, prima ancora del risultato sul campo, il Torneo dei Quartieri vuole continuare a essere un’occasione per fare comunità.