VIDEOINTERVISTA. JACOPO XOMPERO: «IL BELLO DEL TORNEO DEI QUARTIERI? LE AMICIZIE CHE NASCONO DOPO LA RIVALITÀ»

VIDEOINTERVISTA. JACOPO XOMPERO: «IL BELLO DEL TORNEO DEI QUARTIERI? LE AMICIZIE CHE NASCONO DOPO LA RIVALITÀ»

VIDEONOTIZIA 

23:43

Quattro finali raggiunte in otto edizioni, una vittoria e tre sconfitte, tutte contro il Duomo. Jacopo Xompero, capitano dell’Athletic San Pietro, racconta con ironia e passione il suo Torneo dei Quartieri, partendo proprio dall’ultima finale, persa ai supplementari dopo essere stati in vantaggio fino a 40 secondi dalla fine. Una sconfitta che brucia ancora, soprattutto per come è maturata, ma che non cancella l’orgoglio per il cammino di una squadra arrivata a giocarsi il titolo nonostante le numerose assenze.

C’è poi la storia dell’Athletic, nome scelto prendendo spunto dall’Athletic Bilbao per rappresentare Piazza Carli e la zona piscine e, soprattutto, l’idea di una squadra composta da ragazzi cresciuti o residenti nel quartiere. Un gruppo con un forte legame con il G.S. San Pietro, dove molti hanno giocato insieme nelle giovanili o in prima squadra. Tanto che, finita la stagione calcistica, ritrovarsi al Torneo dei Quartieri diventa quasi una naturale continuazione.

Xompero parla anche della nuova formula della manifestazione, che considera più bella e imprevedibile, e del suo modo di essere capitano: cercare di coinvolgere tutti, dare spazio anche a chi non gioca più a calcio e non lasciare nessuno a guardare dalla panchina. Perché il torneo deve essere competitivo, certo, ma senza perdere quello spirito che lo rende diverso da un normale campionato.

Ed è proprio qui che Jacopo trova le parole più belle. «Vedo che stanno nascendo delle vere amicizie. Magari ti vedi solo per tre settimane all’anno, un mese all’anno, però è un mese incredibile dove veramente ti fai risate, ti bevi una birra insieme e magari in campo litighi anche». Lui stesso ammette di essere il primo a “trasformarsi” quando comincia la partita, ma poi tutto deve rimanere sul campo: «L’importante è che dopo al bar ci si beva una birra insieme e si dica che è tutto finito». Ritrovarsi, giocare a calcio, stare insieme e scoprire amici dove prima c’erano soprattutto avversari. «È una cosa semplice che però ha tanto valore».

Forse il Torneo dei Quartieri è tutto qui, e non è poco…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RECENTI

VIDEO

RECENTI

VIDEO